Microplastiche: stato della ricerca e tecnologie di filtrazione disponibili

Minuscole, quasi invisibili, ma presenti ovunque: le microplastiche sono oggi una delle forme di inquinamento più pervasive e difficili da contrastare.

Sono frammenti inferiori ai 5 millimetri che si accumulano in mari, fiumi, falde e perfino nell’acqua potabile.

La ricerca scientifica ha ormai dimostrato che questi materiali possono entrare nelle catene alimentari, alterare gli ecosistemi e persino raggiungere l’organismo umano.

Per affrontare questo problema servono tecnologie capaci di trattenere particelle microscopiche e garantire un’acqua realmente pura.

Tra le soluzioni più efficaci si collocano la filtrazione avanzata e l’osmosi inversa, due ambiti nei quali Termoacqua ha sviluppato impianti dedicati ad alte prestazioni, adatti sia per applicazioni civili sia industriali.

Cosa sono le microplastiche e da dove provengono

Le microplastiche si dividono in due categorie principali:

  • Primarie, prodotte intenzionalmente in forma micro (es. microgranuli cosmetici, abrasivi industriali, resine per stampa 3D);
  • Secondarie, generate dal degrado di plastiche più grandi (bottiglie, tessuti sintetici, pneumatici, vernici).

Questi frammenti si rilasciano durante il lavaggio dei capi, la degradazione dei rifiuti o il consumo di prodotti plastici comuni.
Una volta nell’ambiente, vengono trasportati dai corsi d’acqua e finiscono nei bacini idrici, dove possono persistere per decenni.

Ricerche recenti hanno evidenziato la presenza di microplastiche anche in acque potabili trattate e in acque reflue depurate, segno che i sistemi di filtrazione convenzionali non sono sempre sufficienti.

Stato della ricerca e impatti sulla salute

Negli ultimi anni, gli studi dell’European Chemical Agency (ECHA) e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità hanno riconosciuto le microplastiche come potenziali vettori di contaminanti chimici e microbiologici.

Oltre a trattenere metalli pesanti e composti organici, possono agire come “spugne” per batteri e biocidi, alterando gli equilibri biologici.

Sebbene non esistano ancora limiti normativi definitivi a livello europeo, la Direttiva UE 2020/2184 sulla qualità delle acque destinate al consumo umano prevede un monitoraggio obbligatorio delle particelle microplastiche e un aggiornamento dei parametri entro i prossimi anni.

Questo scenario spinge aziende e gestori idrici a dotarsi di tecnologie di rimozione già oggi, in linea con i futuri standard ambientali.

Tecnologie di filtrazione per la rimozione delle microplastiche
  1. Filtrazione meccanica fine
    Sistemi a cartuccia o sabbia modificata, con soglie di filtrazione tra 1 e 5 micron, possono trattenere parte delle microplastiche più grandi.
Sono spesso utilizzati come pre-filtri per proteggere stadi successivi più sofisticati.
  2. Ultrafiltrazione (UF)
    Utilizza membrane con pori dell’ordine di 0,01–0,1 micron.
È una tecnologia efficace per bloccare particelle sub-microniche, batteri e colloidi, garantendo un’acqua limpida e stabile.
Può essere integrata a monte dell’osmosi inversa per ridurre il carico sulle membrane.
  3. Nanofiltrazione (NF) e Osmosi inversa (RO)
    L’osmosi inversa rappresenta la barriera più efficace contro le microplastiche:

    le membrane RO hanno pori fino a 0,0001 micron e sono in grado di rimuovere praticamente oltre il 99,9 % delle particelle plastiche, insieme a sali, pesticidi e PFAS.
    Gli impianti Termoacqua combinano più stadi di filtrazione e osmosi per garantire massima purezza e stabilità dei parametri fisico-chimici, adattando il processo alla qualità dell’acqua di origine e alle esigenze del cliente.
  4. Filtrazione per adsorbimento
    Alcune tecnologie utilizzano materiali adsorbenti avanzati – come carboni attivi modificati o zeoliti – per trattenere particelle plastiche e composti organici associati.
Questi sistemi sono efficaci in impianti civili o per acque superficiali ricche di microinquinanti.
Le soluzioni Termoacqua per il trattamento delle microplastiche

Termoacqua ha sviluppato una gamma di impianti e moduli personalizzati che combinano filtrazione fisica e osmosi inversa in configurazioni compatte e automatizzate:

  • Impianti a doppio stadio RO/UF, per rimuovere microplastiche, PFAS e residui organici;
  • Sistemi di controlavaggio automatico, per mantenere le prestazioni costanti nel tempo e ridurre sprechi d’acqua;
  • Monitoraggio digitale dei parametri di torbidità e conducibilità, per verificare in tempo reale l’efficienza di rimozione;
  • Versioni modulari per impianti industriali e civili, con consumi energetici ottimizzati grazie a inverter e recupero di pressione.

L’obiettivo è duplice: garantire acqua sicura e conforme alle normative emergenti, e ridurre al minimo l’impatto ambientale del processo.

Verso un futuro “plastic-free”: ricerca e responsabilità

La lotta alle microplastiche non si gioca solo negli impianti, ma anche nella cultura del consumo.

Ridurre l’uso di plastiche monouso, promuovere il riciclo e gestire in modo intelligente le acque reflue sono parte dello stesso percorso.

Termoacqua partecipa a progetti di ricerca e monitoraggio ambientale in collaborazione con enti e università italiane, contribuendo allo sviluppo di nuovi materiali filtranti e algoritmi predittivi per la rilevazione delle particelle.

Ogni intervento tecnico diventa così un tassello di un impegno più ampio: restituire all’acqua la sua purezza originaria e costruire un futuro in cui tecnologia e natura possano coesistere in equilibrio.